lunedì 18 luglio 2016

A piedi


A piedi. 
E' un libro di Paolo Rumiz. 
Siamo ancora capaci di camminare? In ultima analisi credo di si. Basta provarci. E' una cosa che abbiamo nel nostro codice genetico, solo ultimamente siamo diventati curvi sui cellulari, sugli schermi, ma ciò che ci ha fatto quelli che siamo non è lo stare curvi, in posizione quasi di baciamano. Dovremmo riprendere questo andare eretti di chi guarda lontano, di chi vede ciò che ha intorno, di chi ha imparato i codici segreti dell'avvicinamento agli altri uomini e quindi all'incontro. (Rumiz) 

A piedi. 
E' il regalo di compleanno che quest'anno ho chiesto alla mia famiglia. 
Il lusso di un tempo lento e personale. 

Non esiste rottura più rivoluzionaria da questa nostra società, che ci schiavizza e ci stressa senza bisogno della fatica fisica, di quanto non sia il cammino. (Rumiz) 
Camminare da soli è la cosa migliore perché ti consente di individuare il tuo ritmo interiore senza essere condizionato da altri. (Rumiz) 
Non regole, ma ritmo. E' ciò che serve. 
Né troppo né troppo poco.

Un passo per volta.
Un giorno per volta.

Ogni giorno una canzone.
Ogni giorno un testo di donna.
Ogni giorno un frammento che coltivi la dimensione verticale. 

Tutti prima o dopo il cammino.
Durante solo ciò che resta in testa.
E ciò che si coglie attorno.

Immagini da fissare durante il cammino.
Non più di 5. 

Testi ed immagini condivisi giorno per giorno.
Pensieri che nascono invece solo appuntati. Con il passo lento, per il dopo.

Ogni giorno un pezzo di strada. Per quel che si può. Ma nessun giorno meno di mezzora. 

La prima settimana la colonna sonora è Una somma di piccole cose di Niccolò Fabi. 
La donna è Wislawa Szymborska. 
Il frammento che coltiva la dimensione verticale è il Qoelet.

E se affrontiamo questa prova, se ci immergiamo in un paesaggio e troviamo una meta che ci fa camminare, che ci chiama, allora impariamo a camminare davvero. 

Se questo mese va bene poi si può fare da San Sepolcro ad Assisi...
Se non va bene si ridimensiona l'obiettivo accorciando il tragitto e spezzando le tappe. 

Passo, passo. 
A piedi. 

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