lunedì 18 luglio 2016

Tutte le cose sono in travaglio e nessuno saprebbe spiegarne il motivo




Lascio andare la mano, che mi stringe la gola.
Le sentinelle armate in garritta, ad ogni mia cosa trafitta.
Lascio andare il destino, tutti i miei attaccamenti.
Per ogni tipo di viaggio, meglio avere un bagaglio leggero.
La salvezza non si controlla. Vince chi molla.

(Niccolò Fabi - Vince chi molla - Una somma di piccole cose)


Andersen prendeva i bambini sul serio. Non parlava loro soltanto della radiosa avventura della vita, ma anche di disgrazie, sventure e sconfitte non sempre meritate. Andarsene aveva il coraggio di scrivere favole con un finale triste. Riteneva che non si debba cercare di essere buoni per un tornaconto ma perché la cattiveria è frutto di un limite intellettuale ed emotivo, l'unica forma di miseria da cui tenersi alla larga. Ed è ridicola, quant'è ridicola!

(Wislawa Szimborska - L'importanza di farsi spaventare - Letture facoltative)  

Tutte le cose sono in travaglio e nessuno saprebbe spiegarne il motivo.

(Qoelet 1,8) 

12,08 km. 14.667 passi. Poco più di 2 ore. In tre tappe. Andando e tornando dall'ufficio. Roma. Giorno 1. Lunedì. A piedi.

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