domenica 21 agosto 2016

In questa epoca di pazzi ci mancavano gli idioti del terrore


Trieste, ore sei del mattino. Ho dormito poco, come sempre prima dei viaggi. L’insonnia alla partenza è perfettamente normale. Sembra di avere la febbre, la mente è bombardata dai dubbi. Ci si chiede: ce la farò? Non sono troppo vecchio per una cosa così? E se dimentico qualcosa di importante? Pioverà? Non farà troppo caldo?
Ripeto: tormentarsi di dubbi all’inizio fa parte del viaggio. Poi basterà un passo fuori casa per spazzare via tutta quella nera nuvolaglia dalla mente. Ormai lo so, mi è successo mille volte. Ora so che il nostro corpo è sempre molto più forte di quanto possiamo immaginare.

Paolo Rumiz

Se lo dice lui. Però è Arezzo. E ci sono da smaltire le ultime 24 ore di viaggio non a piedi. E prima del primo passo ci manca ancora un pullman. E ci vuole un caffè.

Poi San Sepolcro. È un caso, ci volevano troppi giorni per partire da La Verna, ma può avere senso partire dalla tomba.

Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra.

Vangelo di Luca

Uh! com'è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore
in quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell'orrore.
Ho sentito degli spari in una via del centro
quante stupide galline che si azzuffano per niente
minima immoralia
minima immoralia
e sommersi soprattutto da immondizie musicali.
Sul ponte sventola bandiera bianca.

La radio del pullman semivuoto manda Battiato.

#apiedi