sabato 10 settembre 2016

15 cose (ovvie) che ho (re)imparato andando a piedi.



1. Tutto ciò che ti porti pesa.
(pensieri compresi)

2. Anche un peso piccolo, portato per un tempo lungo, è un peso grande.

3. È essenziale imparare a distinguere ciò che è superfluo da ciò che è essenziale.
(E non c'entra con la distinzione bene/male)

4. Non si parte mai da zero. Hai sempre nelle gambe il tratto di strada precedente. Ed è mix di esperienza ed acciacchi.
(Non puoi aspettare di star bene per andare. La condizione perfetta non esiste)

5. Non ci sono scorciatoie che tengano: la salita o è lunga o è ripida.
(E tutto pianura è noioso)

6. Per le salite (e discese) ripide si fanno i tornanti.
(Cioè quella cosa che sembra un apparente, inutile, avanti e indietro)

7. Anche le salite ripide e lunghe sono affrontabili.
(ma serve trovare il giusto passo)

8. Non esiste un passo giusto per tutti e per sempre. Il passo giusto non lo scegli, lo trovi, ci vuole orecchio, per questo serve re-imparare ad ascoltare.
(Il silenzio aiuta)

9. Andare da soli vuol dire che nessuno ti obbliga ad un passo che non è il tuo. Ma pure che nessuno ti aiuta a ritrovare il giusto passo quando lo perdi.
(Poi non si è mai così soli da essere davvero da soli)

10. Ciò che ti protegge e ti è di supporto a volte ti ostacola e ti ferisce.
(E viceversa)

11. Ogni cammino è ricco di incontri.
(Pensare che ogni incontro possa diventare uno stabile compagno di strada è ingenuità adolescenziale. Non riconoscere la bellezza e la ricchezza anche di pochi passi condivisi è aridità e spreco)

12. Noi non abbiamo un corpo. Noi siamo (anche) corpo.
(L'idea che il primo sia solo un semplice contenitore del secondo è una banalità fuorviante)

13. Non serve pianificare in dettaglio tempi, soste, modi.... Si cammina sempre un passo alla volta. 
(Ma è indispensabile aver chiara la direzione)

14. C'è più bello che brutto attorno a noi. È evidente. Eppure a volte ci vuole un po' di allenamento per reimparare a vederlo.
(Rallentare la velocità aiuta)

15. Il sole illumina e riscalda (ma scotta). L'ombra è piacevole. La pioggia bagna, non uccide. L'acqua disseta. Il cibo nutre. Il sonno ritempra. La pianura riposa...

...poi c'è anche altro, ma quello sono fatti miei...

(Cosa è stato il mio #apiedi questa estate si trova spiegato qui anche se i dettagli di sintesi sono ancora da completare)