sabato 5 novembre 2016

Chi sono i cattolici democratici?

"I cattolici che hanno scelto di confidare nella democrazia, a differenza dei cattolici clericali.
(I cattolici non sono nativi democratici. Gerusalemme non è Atene).

Cattolici che hanno in mente un modello ben preciso di democrazia come metodo di confronto e libertà.
(Perché la democrazia bisogna amarla assieme allo Stato e alle istituzioni).

Persone impegnate in politica con l'intenzione di cambiare la politica.
Convinte che fare politica sia un atto di responsabilità, un modo di dare un contributo alla vita della Chiesa.
(Partendo da posizioni laiche).

Persino convinte che l'attività politica dei cattolici serva anche ad evitare che le gerarchie ecclesiali si occupino di certe materie.

Gente che si ispira a Maritain e Mounnier.

Una minoranza.
Una corrente numericamente piccola, in un partito grande.
Un gruppo con meno prospettive di potere di altri.
(Ma che in alcuni periodi ha finito per essere egemonica nel partito e non solo).

Esistono ancora singoli che si riferiscono a quella cultura.
Ma non esistono più luoghi che educano a quella grande tradizione politico-culturale.

Perché non esiste più questo dibattito".

Perché è del tutto diverso il ruolo che svolgono oggi le "gerarchie ecclesiastiche".
Perché, con la globalizzazione, la cultura latino americana sta influendo di più di quella europea.
Viene da aggiungere a me, fresca ieri dell'incontro con mons. Galantino e in attesa di partecipare oggi all'incontro del Papa con i movimenti popolari...

L''intervista a Castagnetti su Famiglia Cristiana in ricordo di Tina Anselmi è uno spunto interessante. Sarebbe interessante parlarne...