giovedì 7 giugno 2018

La politica è morta


 


La politica è morta. Ma noi crediamo nella risurrezione. 
Se risorge non lo so. Ma bisogna che la politica risorga.
Perché che la politica sia morta è gravissimo, per tutto, anche per la fede cristiana.
La politica non è un elemento accessorio. E’ elemento essenziale della vita. 

Quindi, cosa possiamo fare per credere, con i fatti, nella resurrezione della politica?
Non penso alle cose della politica importanti che stanno succedendo. 
Non penso a cosa dire ai potenti. 
Penso alla gente. 
Cosa si può suggerire e cosa si può promuovere con la gente? 
A partire dalla nostra gente? 
Io sentirei necessario un discorso più diretto con la nostra gente. 

Le sofferenze dei poveri, nei prossimi mesi, saranno gravissime. 

I poveri la pagheranno cara. Tutti i poveri.


Sono vecchio. 
Vi dico questa cosa per confessare l’antichità del mio pensiero. L’ingenuità del mio pensiero. Una persona come l’attuale ministro degli interni, per me, è il nemico. 
E siccome è il nemico, di tutte le cose che lui dice prima di tutto bisogna sospettare e dubitare. Che questo ministro abbia detto che bisogna rispedire via gli stranieri che sono qui, per me questo è motivo sufficiente per dire che per me è il nemico. 

Di fronte al nemico che avanza, di fronte a tutto questo, non si può restare inermi. 
Anche i cristiani oggi sono troppo tiepidi.
Il Papa ha chiesto di mettere a disposizione un appartamento per parrocchia per l’accoglienza. Pochissimi l’hanno fatto. 
La gente esprime giudizi severi sugli altri e non fa azioni severe con se stessa. 

C’è da mettersi in azione. 
Per farlo, oggi, devi mettere in conto di pagare qualcosa, di rischiare. Di perderci. 
Però mi piacerebbe che l’attuale momento difficile del Paese avesse una sua ricompensa interessante nell’essere un momento di invito, alla gente del nostro gruppo, ad un impegno diretto. 

In modo cristiano, si può prevedere l’esistenza di un nemico. Questa cosa è sana. 
Il fatto che ci sia un nemico è sano. 
Il fatto che non ci sia un nemico è preoccupante. Perché si manda giù di tutto. 
Oggi questi due hanno fatto dichiarazioni su tutto, dicendo di tutto. 
Non si può lasciar dire di tutto. 

Io, come ultimo arrivato, non so come si può fare. 
Ma voi, che siete i conduttori di questa realtà importante. 
Voi che avete studiato, avrete sicuramente i modi per vivacizzare. 
I modi per capire cosa, in concreto, possiamo proporre per vivacizzare. 

Poi staremo a vedere cosa fanno i partiti. E come avanzerà l’onda. 
Ma intanto io mi pongo la domanda: io, alla mia gente, alla gente del mio paese, cosa propongo di fare? 

Io chiedo, umilmente, a voi, di pensare a questo. 

Ve lo chiedo umilmente ma anche determinatamente. 
E ve lo chiedo anche come prete. 

Chiedo di uscire di qui, di tornare a casa, con qualcosa da proporre alla nostra gente. 
Per ridestare il movimento e il movimento politico del nostro gruppo. 

Don Giovanni Nicolini in Direzione Nazionale Acli