martedì 23 agosto 2016

Passi lunghi e cadenzati


Tappa 2: Citerna - Città di Castello. 23km. 6 ore e mezza.
Salita e discesa, per tre volte consecutive.

"Quella che fa lei è la via preferita di Leonardo, lo sapeva?"
Il signore gentile di prima mattina uscendo da Citerna.

Quando sei sulla strada bianca il mondo dei fuori strada si divide nettamente in due: quelli che vanno imperterriti "sono grosso, si sposta lei" e quelli che rallentano, per non riempirti di polvere. 
Poi c'è il vecchietto che ti incrocia in salita, sfodera il sorriso e tira giù il finestrino:
"Vuole un passaggio?"
"No, grazie, continuo a piedi"
"Ogni giorno ne tiro su almeno uno come lei, sa?  Buona giornata!".
Oggi non avevo bisogno del passaggio.
Ma quella offerta mi ha dato energia per la salita.
La Provvidenza è fatta anche di cose così, credo.

Come le more e le mele trovate per strada. 
Acerbe, ammaccate o cadute. Magari non puoi mangiarle tutte perché metà è marcia. Ma sono buonissime.
Leggere: non le hai portate in spalla!

Gratuitamente avete ricevuto, 
gratuitamente date.

La salita ti toglie il fiato.
La discesa ti spacca i piedi.
I cerotti crescono in numero e dimensione. 

Salita, discesa, salita, discesa, salita, discesa. Impari a cambiare ritmo.
Passi lunghi e cadenzati. Diceva don Raf.
Passo dopo passo affini la sensibilità.
Allunga, accorcia, accelera, rallenta.
Impari a sentire il ritmo. E a farti portare.
Poi basta un secondo e ti trovi di nuovo fuori tempo, è come un ballo...

Lento come il movimento
Che se fai distratto
Perdi il tuo momento
Perdi l'attimo.

Città di Castello è bella.
Ma arrivare in città è dispersivo.

Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere,
è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode. 

Camminare. Contemplare. Ringraziare.
Per la perfetta letizia c'è bisogno di allenarsi ancora...